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01/10/2025

ESG: Guida Completa a Significato, Fattori, Standard e Normativa

Team Uyolo

3 minuti

Introduzione

I criteri ESG (Environmental, Social, Governance) sono diventati un fattore decisivo per la competitività e la reputazione delle aziende, adottarli rappresenta  una scelta strategica per attrarre investimenti, ottimizzare le performance e garantire la sostenibilità economica nel lungo termine. Questa guida completa ti fornirà una mappa chiara per comprendere ogni aspetto dell'universo ESG: dal significato dei tre pilastri agli standard di reporting, fino agli obblighi normativi che stanno ridisegnando il mercato.

Indice dei Contenuti

  • Cosa significa ESG e perché è importante oggi?
  • I tre Pilastri dell'ESG spiegati in dettaglio
  • Environmental (Ambientale)
  • Social (Sociale)
  • Governance (Economico)
  • Da fattori a KPI: come misurare l'impatto ESG
  • Rating e score ESG: come funziona la valutazione
  • Standard di Reporting ESG: una panoramica globale
  • La Normativa ESG Europea: cosa devono sapere le aziende
  • Come implementare una strategia ESG: roadmap in 10 passi
  • Errori comuni da evitare nella gestione ESG
  • Domande Frequenti (FAQ) sull'ESG
  • Il prossimo passo nella tua strategia ESG

Cos'è l'ESG e perché è importante oggi?

L'acronimo ESG sta per Environmental, Social, and Governance

Si riferisce a un insieme di criteri utilizzati per valutare le performance di un'azienda in tre aree chiave: impatto ambientale, responsabilità sociale e pratiche di gestione societaria. A differenza della Corporate Social Responsibility (CSR), che spesso si concentrava su iniziative filantropiche, l'ESG è una struttura quantificabile e integrata nel core business che permette di analizzare a fondo rischi ed opportunità.

Oggi, l'attenzione verso i criteri ESG è cresciuta in modo esponenziale, spinta da investitori, enti regolatori e consumatori. Le performance a lungo termine di un’impresa con un solido profilo ESG sono sempre più collegate alla gestione proattiva dei rischi finanziari e non finanziari, oltre alla capacità di saper cogliere le opportunità che il mercato offre.

I vantaggi strategici di un approccio ESG ben strutturato includono:

  • Accesso a capitali e investimenti: i fondi di investimento sostenibili sono in continua crescita e privilegiano le aziende con rating ESG elevati.
  • Riduzione dei rischi operativi e reputazionali: una buona gestione ambientale e sociale mitiga i rischi legati a normative, filiera e reputazione.
  • Miglioramento delle performance: l'efficienza energetica, l’ottimizzazione delle risorse e un ambiente di lavoro positivo possono portare a una riduzione dei costi e a un aumento della produttività.
  • Attrazione dei talenti: i dipendenti, in particolare le nuove generazioni, preferiscono lavorare per aziende che dimostrano un forte impegno ambientale e sociale.
  • Vantaggio competitivo e innovazione: l'integrazione dei principi ESG stimola lo sviluppo di nuovi prodotti, servizi e modelli di business sostenibili.

I Tre Pilastri dell'ESG spiegati in dettaglio

Comprendere i tre pilastri è il primo passo per analizzare e migliorare le performance di un'organizzazione.

Environmental (Ambientale): oltre la riduzione della CO2

Questo pilastro analizza come un'azienda interagisce con l'ambiente naturale e gestisce il proprio impatto ecologico. Non si limita al cambiamento climatico, ma abbraccia una visione totalitaria della sostenibilità ambientale.

Le tematiche chiave includono:

  • Cambiamento climatico e emissioni di gas serra: la misurazione delle emissioni dirette (Scope 1) e di quelle indirette provenienti da consumi energetici (Scope 2) e dalla catena del valore (Scope 3).
  • Gestione delle risorse idriche: uso efficiente dell'acqua, gestione degli scarichi e prevenzione dell'inquinamento idrico.
  • Efficienza energetica e fonti rinnovabili: riduzione dei consumi energetici e transizione verso energie pulite.
  • Economia circolare e gestione dei rifiuti: strategie finalizzate a ridurre, riutilizzare e riciclare i materiali, minimizzando la produzione di rifiuti destinati alla discarica.
  • Protezione della biodiversità: impatto delle operazioni aziendali sugli ecosistemi e sulle specie viventi.

Approfondisci i criteri ambientali e come misurarli nel nostro articolo dedicato [Criteri ESG].

Social (Sociale): il valore delle persone e della comunità

Il pilastro sociale si concentra sulle relazioni che l'azienda intrattiene con i suoi stakeholder: dipendenti, fornitori, clienti e le comunità in cui opera. Riguarda il capitale umano e l'impatto sociale dell'attività d'impresa.

Le tematiche principali sono:

  • Salute e sicurezza sul lavoro: politiche per garantire un ambiente di lavoro sicuro volto a prevenire infortuni oltre alla diffusione delle pratiche da seguire per i lavoratori.
  • Gestione del capitale umano: strategie di formazione e sviluppo, politiche di compensazione volte al benessere dei dipendenti.
  • Diversità, equità, inclusione e appartenenza (DEIB): promozione di un ambiente di lavoro inclusivo che valorizzi ogni tipo di diversità (genere, etnia, religione e abilità).
  • Rispetto dei diritti umani: garanzia che i diritti fondamentali siano rispettati lungo tutta la catena di fornitura, evitando qualsiasi tipologia di lavoro forzato o minorile.
  • Relazioni con la comunità: impatto sociale positivo, iniziative di volontariato aziendale e dialogo con le comunità locali.

Governance (Economico): le regole per un business trasparente ed etico

La governance riguarda le regole, le pratiche e i processi attraverso cui l'azienda è diretta, gestita e controllata. Una buona governance assicura responsabilità, trasparenza ed equità a beneficio di tutti gli stakeholder.

Gli elementi centrali di analisi includono:

  • Struttura e composizione del consiglio di amministrazione: indipendenza dei membri, diversità delle competenze e separazione dei ruoli chiave (es. CEO e Presidente).
  • Politiche di remunerazione dei dirigenti: collegamento tra la retribuzione del top management e il raggiungimento di obiettivi ESG, oltre il raggiungimento degli obiettivi finanziari.
  • Trasparenza e diritti degli azionisti: comunicazione chiara delle informazioni finanziarie e non, compresa la tutela dei diritti delle minoranze.
  • Etica del business e politiche anti-corruzione: adozione di codici di condotta, sistemi di whistleblowing e controlli interni per prevenire pratiche illecite.
  • Gestione del rischio e compliance: sistemi robusti per identificare, valutare e gestire i rischi, inclusi quelli ESG.

Scopri di più su come costruire una struttura di governo solida [ESG Governance].

Da fattori a KPI: come misurare l'impatto ESG

Per trasformare i principi ESG in azioni concrete, è necessario passare dai concetti generali a metriche misurabili.

  • Fattori vs. Criteri: I fattori ESG sono gli elementi specifici analizzati (es. consumo di acqua), mentre i criteri ESG sono i benchmark e gli standard usati per valutarli.
  • Analisi di materialità: Questo è il processo fondamentale con cui un'azienda identifica i temi ESG più rilevanti ("materiali") per il proprio settore e per i propri stakeholder. Un tema è materiale se può influenzare significativamente la performance economica dell'azienda o impattare significativamente gli stakeholders e l'ambiente in cui l’azienda opera.
  • Definizione dei KPI: Una volta identificati i temi materiali, si definiscono i Key Performance Indicators (KPI). I KPI sono metriche quantitative (es. tonnellate di CO2 emesse, tasso di infortuni, % di donne in ruoli manageriali) che permettono di monitorare le performance, fissare obiettivi e comunicare i progressi.

Impara a definire le metriche giuste per il tuo business [ KPI ESG].

Rating e score ESG: come funziona la valutazione

Il rating ESG (o score) è un giudizio sintetico, spesso espresso con una lettera (es. da AAA a CCC) o un numero (es. scala da 0 a 100), che valuta la performance di sostenibilità di un'azienda. Viene elaborato da agenzie di rating specializzate (es. MSCI, Sustainalytics, S&P Global, Moody's).

Il processo di valutazione generalmente segue questi passaggi:

  1. Raccolta dati: le agenzie raccolgono un'enorme quantità di informazioni da fonti pubbliche (report di sostenibilità, bilanci d’esercizio), questionari diretti alle aziende e fonti alternative (media, ONG).
  2. Analisi e ponderazione: i dati vengono analizzati e pesati in base all'analisi di materialità specifica per ogni settore. Ad esempio, le emissioni di carbonio avranno un peso maggiore per un'azienda energetica che per una società di software.
  3. Assegnazione dello score: l'azienda riceve punteggi per ogni pilastro (E, S, G) ed un rating complessivo.

È importante notare che le metodologie variano tra le agenzie, portando a volte a rating divergenti per la stessa azienda. Comprendere la metodologia sottostante è cruciale per interpretare correttamente il giudizio.

Scopri tutto sul processo di valutazione nel nostro approfondimento [ Rating ESG: come si calcola].

Standard di Reporting ESG: una panoramica globale

Per garantire che le informazioni ESG siano trasparenti, comparabili e affidabili, sono stati sviluppati diversi standard e framework di reporting.

  • GRI (Global Reporting Initiative): lo standard più diffuso ed utilizzato al mondo. Si basa su un approccio "multi-stakeholder" e sulla doppia materialità (impatto dell'azienda sul mondo circostante e del mondo sull'azienda).
  • SASB (Sustainability Accounting Standards Board): focalizzato sulla materialità finanziaria. Fornisce standard specifici per 77 settori, identificando i temi ESG che hanno maggiori probabilità di influenzare la condizione finanziaria di un'azienda.
  • TCFD (Task Force on Climate-related Financial Disclosures): framework specifico per la rendicontazione dei rischi e delle opportunità legati al clima, strutturato su quattro ambiti: Governance, Strategy, Risk Management, Metrics and Targets.
  • ESRS (European Sustainability Reporting Standards): I nuovi standard europei obbligatori per le aziende soggette alla direttiva CSRD. Integrano i concetti degli altri standard, avendo come riferimento di partenza il GRI, in un quadro normativo cogente.

Tabella Comparativa dei Principali Standard

Confronta i framework in dettaglio e scegli quello più adatto a te [Standard ESG].

La Normativa ESG Europea: cosa devono sapere le aziende

L'Unione Europea ha introdotto un ambizioso pacchetto di normative per orientare i capitali verso attività sostenibili e aumentare la trasparenza.

  • CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive): la nuova direttiva che estende l'obbligo di reporting di sostenibilità a un numero molto più ampio di aziende.
  • Chi è coinvolto: grandi imprese, PMI quotate (escluse le microimprese), e alcune filiali di società extra-UE, con un'applicazione graduale e crescente negli anni.
  • Scadenze: le prime rendicontazioni secondo la CSRD sono partite nel 2025 (sull'esercizio 2024) per le aziende già soggette alla precedente direttiva NFRD.
  • ESRS (European Sustainability Reporting Standards): standard tecnici che le aziende soggette a CSRD devono obbligatoriamente utilizzare per redigere il loro bilancio di sostenibilità.
  • SFDR (Sustainable Finance Disclosure Regulation): regolamento che impone obblighi di trasparenza agli operatori dei mercati finanziari (es. gestori di fondi) su come integrano i rischi di sostenibilità e considerano gli impatti negativi delle loro decisioni di investimento.
  • Tassonomia UE: sistema di classificazione che definisce quali attività economiche possono essere considerate "sostenibili" dal punto di vista ambientale. Le aziende soggette a CSRD devono rendicontare la quota del loro fatturato, investimenti (CapEx) e spese operative (OpEx) allineata alla Tassonomia.

Approfondisci gli obblighi legali e le scadenze che ti riguardano [ Normativa ESG].

Come implementare una strategia ESG: roadmap in 10 passi

Avviare un percorso ESG richiede un approccio strutturato. Ecco una checklist operativa.

  1. Ottenere il Buy-In del Top Management: l’impegno da parte del top management è essenziale.
  2. Creare un Team ESG: coinvolgere i dipartimenti finanza, risorse umane, operations e legale nella definizione di un team ESG che sia funzionale a svolgere gli adempimenti richiesti dalle normative.
  3. Formare il personale: diffondere la conoscenza dei principi ESG a tutti i livelli.
  4. Eseguire l'Analisi di Materialità: identificare i temi ESG più rilevanti.
  5. Effettuare un'Analisi dei Gap: valutare le performance attuali che l’azienda ha raggiunto rispetto ai temi materiali identificati con l’analisi di materialità.
  6. Definire una strategia: stabilire obiettivi e target misurabili.
  7. Scegliere i KPI e i framework di reporting: selezionare le metriche e, tra gli standard utilizzabili, quello più adatto alla tipologia dell’azienda (es. GRI o SASB).
  8. Raccogliere i dati e monitorare le performance: implementare sistemi di gestione dei dati.
  9. Redigere il report di sostenibilità: comunicare in modo chiaro e trasparente i risultati ai tuoi stakeholder.
  10. Rivedere e migliorare continuamente: essendo un processo ciclico, il report redatto annualmente, non diviene un progetto una tantum ma un monitoraggio continuo che permette di migliorare le performance aziendali portando con sé un aumento della redditività.

 Errori comuni da evitare nella gestione ESG

  • Greenwashing: fare affermazioni di sostenibilità esagerate o non supportate da dati. La trasparenza è fondamentale.
  • Visione a silos: trattare l'ESG come un compito esclusivo del team di sostenibilità. Deve essere integrato in tutte le funzioni aziendali.
  • Focalizzarsi solo sul reporting: il report è il risultato finale, ma il vero valore sta nel cambiamento dei processi e nella mitigazione dei rischi.
  • Ignorare la catena di fornitura: molti dei rischi e degli impatti ESG più significativi risiedono nei fornitori.
  • Sottovalutare la "G" di Governance: una struttura di governo debole può minare anche le migliori iniziative ambientali e sociali.

Domande Frequenti (FAQ) sull'ESG

Cosa significa ESG in parole semplici?

ESG significa Environmental, Social e Governance. È un modo per misurare l'impatto di un'azienda sull'ambiente (E), sulle persone (S) e come l’azienda stessa è gestita al suo interno (G).

Chi è obbligato a fare il reporting ESG in Italia?

L'obbligo, definito dalla direttiva europea CSRD, si applica in modo graduale a grandi imprese, banche, assicurazioni e PMI quotate in borsa, secondo specifiche soglie dimensionali.

Qual è la differenza tra ESG e Sostenibilità?

Il termine "Sostenibilità" è più ampio e concettuale. L'"ESG" è l’acronimo dei tre pilastri cui sono collegate metriche specifiche e misurabili per valutare le performance di sostenibilità attraverso dati e criteri standardizzati.

Un buon rating ESG garantisce un buon investimento?

Un buon rating ESG è un indicatore di una gestione aziendale attenta ai rischi e orientata al lungo termine. Non garantisce di per sé un rendimento finanziario superiore, ma molti studi suggeriscono una correlazione positiva con performance finanziarie stabili e una minore volatilità.

Da dove posso iniziare per implementare una strategia ESG?

Il punto di partenza ideale è l'analisi di materialità per capire quali temi ESG sono più importanti per il tuo business e per i tuoi stakeholder. Da lì, puoi definire obiettivi, KPI e un piano d'azione.

Quanto costa implementare una strategia ESG?

I costi variano enormemente in base alla dimensione dell'azienda e all'ambizione della strategia. Gli investimenti iniziali possono riguardare consulenza, sistemi di raccolta dati e formazione. Tuttavia, nel medio-lungo periodo, una buona strategia ESG porta a efficienze, riduzione dei costi e creazione di valore.

Posso migliorare il mio rating ESG?

Sì. Dopo aver compreso la metodologia dell'agenzia di rating, è possibile implementare azioni mirate per migliorare le performance sui temi materiali e comunicare meglio i propri progressi, portando a un miglioramento dello score.

Il Tuo Prossimo Passo nella Strategia ESG

Comprendere e integrare i criteri ESG non è più un'opzione, ma una necessità strategica per ogni azienda che vuole prosperare in futuro. Passare dalla teoria alla pratica richiede un piano chiaro e strumenti adeguati.

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